E’ ormai evidente che le esigenze espresse dai fruitori del patrimonio sonoro ed audiovisivo sono profondamente mutate; in termini concettuali, superati i confini dell’accesso e dell’informazione relativi al patrimonio – aspetti ormai dati per scontati, l’esigenza è, da un lato, un accesso ragionato (tematico) ai contenuti e, dall’altro, sviluppare contest nei quali gli utenti possano formarsi ed in-formarsi sulle grammatiche del digitale e sullo sviluppo delle materie tecniche del settore audiovisivo.

In altri termini, oggi non è sufficiente garantire la fruizione del patrimonio con strumenti rivolti a fasce di utenza più o meno esperte, con l’applicazione di rigorosi criteri di catalogazione, di soggettazione, di spoglio, ecc..

È invece necessario riproporre ad ogni livello– fermi restando i criteri di scientificità – i patrimoni documentari, in termini tematici, semantici, con percorsi ed itinerari culturali guidati ed orientati, che ne rendano possibile la fruizione sfruttando la pluralità di canali distributivi dell’informazione (dal pc, al tablet o via phone).

La necessità di studiare nuovi approcci di valorizzazione assume particolare evidenza proprio nel caso dei giacimenti culturali specifici( audio/video), rivolti non solo ad esperti ma ad un più ampio bacino di pubblico, presente a livello nazionale.

È evidente che affrontare in forme aggiornate iniziative di valorizzazione implichi non solo un’allargata collaborazione tra soggetti detentori di patrimoni, pubblici e privati, ma anche la partecipazione di esperti, verso una condivisione di criteri ed obiettivi, di programmi e professionalità e, non da ultimo, per la parte pubblica, di oneri finanziari, poiché strumenti di valorizzazione, come ad esempio un portale interattivo, devono essere permanenti nel tempo, aggiornati ed aggiornabili, capaci di ricevere ed elaborare quanto viene realizzato in termini di prodotti editoriali e musicali, di attività didattiche e formative, di gestione integrata di patrimoni.
Last but not least, affrontare tali progetti di valorizzazione significa definire strumenti con caratteristiche e criteri interpretativi adeguati.

Dobbiamo dunque chiederci su quali programmi concentrare la nostra attenzione e i nostri obiettivi.
Soprattutto come utilizzare il digitale in senso attivo, produttivo e non solo elencativo di prodotti; insomma con quali indirizzi, obiettivi, criteri, strumenti e azioni affrontare la questione.
Il digitale è uno strumento e non un fine; è tecnologia capace di far interagire una pluralità di elementi e di ambiti: sonoro, video, immagini, foto, documentari, dirette ed eventi.

E’ necessario mettere a fattor comune competenze, conoscenze, pratiche, per programmi di studio e di didattica capaci di connettersi alla realtà d’oggi, e di circuitare e riutilizzare in rete materiali documentari in chiave attiva, critica, personale

In altri termini , lavorare su una piattaforma con forti caratteristiche didattico formative, interagenti ed interattive, in grado di erogare documentazioni e notizie, patrimoni storico-documentari, itinerari ragionati e guidati, interventi di esperti e testimonial capaci di intersecazioni rappresenta la possibilità di un uso virtuoso delle tecnologie dell’informazione.