Il patrimonio intangibile dell’Europa

Autore: Piero Dominici, insegna Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università degli Studi di Perugia

Estratto: Ripartire dalla cultura come bene comune e come condivisione (inclusione): è questo il messaggio forte che arriva dalla mozione per la risoluzione Safeguarding and enhancing Europe’s Intangible Cultural Heritage e dallo stesso progetto DiCultHer, al cui network aderiscono oltre sessanta organizzazioni culturali italiane, ventisei atenei, istituzioni culturali, Enti di ricerca e imprese. Un’iniziativa che appare quanto mai significativa proprio in un momento storico come questo, in cui il modello e il progetto di Europa sviluppati mostrano preoccupanti segnali di debolezza e di incertezza, soprattutto dal punto di vista dell’identità e della costruzione di una comunità aperta delle nazioni.

L’Europa, segnata, da tempo, da una profonda crisi non soltanto economica, inizia a prendere finalmente consapevolezza che la questione è culturale e che bisogna ripartire dal “fattore culturale” per tentare finalmente di costruire un senso di appartenenza ad una comunità aperta ed inclusiva che sappia, non soltanto adattarsi, ma gestire il cambiamento e i conflitti, l’evoluzione tecnologica e culturale.

Questo articolo è stato pubblicato su Il Sole 24 ore del 4 Agosto 2016. Visiona qui la versione completa.