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  • Redazione 11:19 am il October 17, 2016 Permalink | Risposta  

    Ceci n’est pas un “Quadro” 

    un contributo di: Flavio Fassio (Pittore – inventore – blogger)

    L’obiettivo che mi prefiggo con questo documento e quello di condividere l’idea di una strada percorribile, per presentare alla vostra attenzione una possibile idea di approccio culturale inclusivo.
Ritengo che la mia ricerca mi abbia portato a scoprire una di quelle “Leve” alle  quali il Prof. Dominici fa riferimento e di cui auspica l’implementazione. Come ribadito nel suo  avvincente articolo : Cultura come bene comune e come condivisione per un’Europa realmente aperta e inclusiva.

    Mi permetto di proporre alla vostra attenzione questo progetto, perché enuclea al suo interno alcune caratteristiche cosi particolari che potrebbero renderlo effettivamente fattibile e realizzabile con poco sforzo, permettendone quindi in un’ottica di basso investimento la replica su larga scala.

    La prima notizia che voglio condividere riguarda il fatto che il progetto è terminato e funzionante. Si è sviluppato nell’arco temporale di tre anni e qualche mese. Praticamente da subito ha iniziato a produrre una serie di nuovi contenuti d’arte Multimediale, che col passare del tempo si sono diversificati e moltiplicati.
    I contenuti prodotti attraverso le molteplici possibilità offerte dalla tecnica sottostante l’idea. Sono stati da me raccolti in rete cosi da essere visibili e condivisibili per una nuova idea di arte pubblica e sociale.

    La caratteristica che accomuna i diversi contributi e le differenti forme finali della mia arte, e legata alla “Dematerializzazione” fisica dell’oggetto che conosciamo come “Quadro”.
    I miei contenuti d’arte derivano, e si declinano nelle varie forme finali che desidero realizzare, dipartendo tutti dai miei Originali Quadri-Files Master
    La particolarità della mia tecnica mi permette partendo da dei manufatti che disegno a mano libera, fino alla fase di abbozzo. Di realizzare attraverso un passaggio nel mondo Digitale delle opere con caratteristiche di densità e magnitudo, uniche. Questi oggetti abilitano nuove possibilità d’interazione grafica col pubblico, attraverso un innovativo uso della Multimedialità. Ecco quindi realizzata la possibilità di utilizzare un nuovo metalinguaggio grafico, che attraverso inedite esperienze visive, può entrare insieme a chi ne fruisce in nuovi territori d’arte.

    Fondamentale all’interno di questa architettura, diventa l’oggetto di riferimento l’originale Quadro-File Master. Il posto dove questi nuovi oggetti, sono contenuti è praticamente il centro della Digital Convergence. Da questo centro del mondo Digitale, si derivano le varie forme finali necessarie alle diverse modalità di presentazione delle opere finite.
    Questo meccanismo appena spiegato comporta un’estrema agilità e facilità di interfacciamento, con i deviersi “Mondi” ai quali si vuole presentare l’opera d’arte.

    Come “Mondi” si intendono:  Editoria Classica – Editoria On-Line – Tv – Radio – Arte – Public Art Show  con Proiezioni su vaste superfici – Education – Public Conference – WEB.

    Altra caratteristica sulla quale vorrei attirare la vostra attenzione, e data dal fatto che tutti questi risultati. Sono stati raggiunti con il lavoro di un solo uomo e con un budget realizzativo di poche centinaia di Euro. Ho utilizzato per realizzarlo solo la mia passione per il mondo Digitale , nel quale ho lavorato per 40 anni e il mio amore per il disegno e la pittura. Come strumenti tecnologici ho utilizzato un normalissimo PC, uno smartphone e una stampante multifunzione. Non ho utilizzato SW costoni ma solo applicazioni “free” scaricate dal Web.

    Per saperne di più,

    Scarica il documento

     

     

     
  • Redazione 8:01 pm il August 29, 2016 Permalink | Risposta  

    Come partecipare alla consultazione? 

    La rete per la Digital Cultural Heritage, Arts & Humanities School vi dà il benvenuto in #diculthertoday, uno spazio di discussione pubblica sui temi del digitale come patrimonio culturale e per il patrimonio culturale.

    Le attività si avviano con la consultazione pubblica sulla mozione per una risoluzione dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa sulla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale europeo, presentata dal Sen. Paolo Corsini come primo firmatario. Ogni spunto emerso dal dibattito su queste pagine ha la possibilità di essere recepito nel position paper italiano per la risoluzione, che sarà approntato entro la fine del 2016, sotto il coordinamento del prof. Piero Dominici con il supporto tecnico degli Stati Generali dell’Innovazione.

    Come partecipare alla consultazione?

    Il sito ti consente di:

    Per partecipare non hai bisogno di registrarti sul sito, ma è sufficiente che identifichi i tuoi contributi con nome, cognome e un indirizzo di posta elettronico valido.

    Gli esperti del settore che desiderassero partecipare alla consultazione con un proprio contributo strutturato, al di là di quanto si potrà discutere sulle pagine di questo sito, sono invitati a redigerlo utilizzando lo schema proposto qui di seguito, al fine di facilitare la sua analisi e la produzione di un documento di sintesi finale. Si prega di allegare anche una copia del proprio contributo come file doc, odt o pdf. Si invita cortesemente di leggere l’articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore “Cultura come bene comune e come condivisione per un’Europa realmente aperta e inclusiva” di Piero Dominici che fornisce un inquadramento generale dei temi da discutere.

    In caso si desideri allegare altri articoli al proprio contributo, si prega di procedere come segue:

    1. Raccogliere un massimo di tre articoli all’interno di una cartella oltre alla copia del proprio contributo;
    2. Rinominare la cartella col proprio nome e cognome;
    3. Comprimere la cartella in formato zip;
    4. Procedere all’upload attraverso l’apposito campo del modulo.

    Potrebbe essere necessario qualche giorno prima che il contributo venga pubblicato sul sito.















    Carica allegati (max 3 in un unico file zip)



     
    • Smithb424 11:50 am il aprile 3, 2017 Permalink | Risposta

      I don’t usually comment but I gotta admit thanks for the post on this great one dddccaddggeagcdd

    • Pharmc124 4:17 am il aprile 4, 2017 Permalink | Risposta

    • Smithk181 6:13 pm il aprile 20, 2017 Permalink | Risposta

      It’s actually a great and helpful piece of information. I am glad that you just shared this useful information with us. Please stay us up to date like this. Thank you for sharing. ekebcgdffbedaeae

  • Redazione 3:05 pm il August 5, 2016 Permalink | Risposta  

    Il patrimonio intangibile dell’Europa 

    Autore: Piero Dominici, insegna Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università degli Studi di Perugia

    Estratto: Ripartire dalla cultura come bene comune e come condivisione (inclusione): è questo il messaggio forte che arriva dalla mozione per la risoluzione Safeguarding and enhancing Europe’s Intangible Cultural Heritage e dallo stesso progetto DiCultHer, al cui network aderiscono oltre sessanta organizzazioni culturali italiane, ventisei atenei, istituzioni culturali, Enti di ricerca e imprese. Un’iniziativa che appare quanto mai significativa proprio in un momento storico come questo, in cui il modello e il progetto di Europa sviluppati mostrano preoccupanti segnali di debolezza e di incertezza, soprattutto dal punto di vista dell’identità e della costruzione di una comunità aperta delle nazioni.

    L’Europa, segnata, da tempo, da una profonda crisi non soltanto economica, inizia a prendere finalmente consapevolezza che la questione è culturale e che bisogna ripartire dal “fattore culturale” per tentare finalmente di costruire un senso di appartenenza ad una comunità aperta ed inclusiva che sappia, non soltanto adattarsi, ma gestire il cambiamento e i conflitti, l’evoluzione tecnologica e culturale.

    Questo articolo è stato pubblicato su Il Sole 24 ore del 4 Agosto 2016. Visiona qui la versione completa.

     
  • Redazione 10:49 am il July 27, 2016 Permalink | Risposta
    Etichette: identity, plurilinguism, social integration   

    "Fluid" Identities: Promoting Social Integration through Plurilingualism and Intercultural Education 

    Autore: Cinzia Colaiuda, esploratrice di lingue e culture

    Estratto: The main aim of this paper is to analyze the outcomes of an action research project carried out in primary schools in Italy (2011-2015), devoted to the integration of all children (native speakers, migrants, refugees, foreign children) through the development of plurilingual and intercultural policies and the validation of all languages and cultures of origin. Children’s self-esteem and motivation in language learning were fostered on the basis of an inclusive approach to diversity perceived as a positive social and human value.

    Data were collected through teachers’ annual reports, daily class diaries, semi-structured interviews, working groups. Through competency self-assessment and meta-reflection teachers improved their professional profile in order to act properly in multicultural contexts. All materials were fundamental for analyzing the positive or negative impact of the project on children’s behavior towards diversity and otherness, their perception of their culture and language of origin in relation to their peers and their integration in a multicultural classroom.

    Through the implicit use of a whole-community approach parents from migrant backgrounds spontaneously took part in the main didactic activities of the project sharing elements of their language of origin. In so doing, they showed openness with the culture and language of the host country. At the same time, they were perceived as official members of our society by the local community.

    Scarica il documento completo

     
  • Redazione 6:36 am il July 15, 2016 Permalink | Risposta
    Etichette: , , ,   

    Digital Heritage: il punto di vista e l’esperienza dei giovani 

    Autore: Stefania Zardini Lacedelli

    Estratto: L’esperienza empirica si basa su un campione di 200 studenti bellunesi tra i 15 e i 18 anni, divenuti i co-creatori e curatori del Museo Virtuale del Paesaggio DOLOM.IT (www.museodolom.it)1. Nei primi incontri in classe è stato chiesto ad ognuno dei ragazzi di scrivere le parole che associavano, separatamente, ai termini “museo” e “virtuale”. L’esercizio ci ha subito riservato una sorpresa. In primo luogo, e contrariamente all’esperienza di Umberto Eco alla quale ci ispiravamo, quasi nessuno dei giovani ha associato il museo a sentimenti negativi come la noia, preferendo, invece, collocarlo vicino a “cultura”, “storia”, “passato”. L’impressione generale è che considerassero una visita ad un museo come un’esperienza scolastica e il patrimonio culturale come un oggetto di approfondimento tradizionale. Nessuno dei due rientrava nell’ambito della loro socialità quotidiana, né alcuno immaginava di potervi partecipare e contribuire. Esattamente inversa è risultata – e prevedibilmente – l’associazione alla parola “virtuale”. Il virtuale era il territorio della loro vita privata e delle loro relazioni giornaliere. Quasi nessuno l’ha associata ad attività culturali.

    Scarica il documento completo

     
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